In aggiunta, ha parlato di stanziamento di altri 35 milioni di euro per sostenere chi vive già in case popolari ma versa in una situazione di difficoltà (morosità incolpevole, abbattimento delle barriere architettoniche, mobilità della locazione e così via). Ferma restando, ovviamente, la volontà del governatore leghista di opporsi in maniera netta e coercitiva nei confronti di chi occupa gli alloggi.
Il Governo, dal canto suo, prova a dare una risposta al problema: è di queste ore la dichiarazione in merito di Enrico Seta, capo della segreteria tecnica del Ministero delle Infrastrutture. Seta ha parlato di ben 68 milioni di euro che il Governo è pronto a stanziare per l’avvio di lavori di ristrutturazione di alloggi di residenza pubblica su tutto il territorio nazionale. Dopo aver censito gli alloggi (circa 20 mila) che hanno bisogno di un recupero, ha spiegato Seta a margine di un convegno, il Governo li ha divisi in due blocchi: quelli per cui sono sufficienti lavori fino a 15 mila euro, e quelli per cui il margine da spendere arriva fino a 50 mila. I soldi verranno sbloccati e distribuiti all’indomani dalla firma del decreto Emergenza abitativa, la cui firma è prevista entro fine anno: entro la prima metà del 2015 dovrebbero partire le ristrutturazioni.